

LA MIA STORIA
Sono Alessandro Spano, architetto e interior designer. Sono cresciuto a Olbia, vivo in Sardegna e mi sono formato al Politecnico di Milano.
Dal 2006 progetto spazi interni ed esterni a Olbia e in Sardegna.
Il mare è una presenza costante nella mia vita. Sono cresciuto osservando l’acqua, il vento e la luce trasformare continuamente il paesaggio. Questo ha influenzato profondamente il mio modo di osservare e progettare i luoghi.
Studiare a Milano mi ha permesso di conoscere un modo diverso di vivere e pensare gli spazi. La distanza mi ha fatto riconoscere il valore di ciò che mi era familiare: i materiali, il sapere artigiano, il rapporto quotidiano con la natura.
Queste esperienze entrano oggi nel mio lavoro e nella ricerca da cui nasce Essenza Tempo, la filosofia progettuale che lo accompagna.
La scrittura è un altro modo di esplorare le stesse domande.
Da dove nasce il mio modo di vedere
Mi interessa capire che cosa abbia valore per una persona e come lo spazio possa aiutarla a vivere meglio.
Oggi è sempre più facile perdere di vista l’essenza delle cose. Siamo circondati da immagini, possibilità e modelli di vita che influenzano i nostri desideri. A volte finiamo per cercare ciò che dovremmo volere, senza chiederci se ci appartiene davvero.
Questo accade anche nel modo in cui abitiamo. Dedichiamo molta attenzione a come una casa deve apparire, ma meno alla vita che dovrà accogliere.
Quando progetto immagino come le persone entreranno, come si muoveranno, dove si fermeranno e quali sensazioni proveranno.
La funzione genera il movimento e il movimento genera la forma.
Pareti, volumi e arredi nascono insieme.
È così che prende forma l’idea di scultura abitabile: un’architettura in cui ogni elemento contribuisce a un insieme, pensato per essere attraversato, toccato e vissuto.
Cercare l’essenziale significa riconoscere ciò che serve, ciò che ci fa stare bene e ciò che custodisce un significato.
La casa deve aiutarci ad abitare il presente ma anche il futuro, lasciando spazio a ciò che diventeremo. Le persone cambiano, i bisogni si trasformano. Progettare significa tenere conto di questa evoluzione.
Ogni luogo possiede qualcosa che merita di essere ascoltato: una luce, un paesaggio, una storia, un modo di costruire e di vivere. Riconoscerlo mi aiuta a capire che cosa conservare e come intervenire.
È questa relazione tra la vita delle persone, il carattere dei luoghi e il tempo che cerco di tradurre in architettura.

BIG SEE
Architecture
Award 2026
Winner
La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture
Nel 2026 il mio progetto La Rinascita a Baia Caddinas – A Living Sculpture ha ricevuto il BIG SEE Architecture Award nella categoria Residential – Renovation.
Una casa degli anni Settanta affacciata sul mare. Il progetto è nato da una domanda: come darle una nuova vita senza cancellare ciò che la rendeva importante per chi la abitava?
Ho conservato gli arredi artigianali e gli elementi che custodivano un significato, mettendoli in relazione con nuovi spazi, materiali e luce.
Una casa che conserva la propria identità e si apre al futuro.
→ Scopri il riconoscimento sul sito BIG SEE

Nei miei libri approfondisco le domande che accompagnano il mio lavoro: quanto l’ambiente influenza le nostre scelte, che cosa ci serve davvero e quale rapporto abbiamo con il tempo.
La scrittura mi permette di osservare questi temi anche oltre l’architettura, a partire dal modo in cui viviamo ogni giorno.


Vele di Luce nasce dalla mia ricerca sul rapporto tra luce, materia e forma.
Progetto corpi illuminanti in cartongesso su misura, pensati insieme allo spazio che li accoglie. La luce diventa parte dell’architettura: disegna i volumi, mette in risalto le superfici e accompagna il modo in cui viviamo gli ambienti.